L’intervista

Al momento, un unico cronista è stato abbastanza coraggioso da intervistare Friedrich Nicita di presenza. Gli rendiamo onore e merito trascrivendo qui il testo integrale della loro conversazione. Il giornalista intende rimanere anonimo per meglio conformarsi all’ideale del nulla.

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D- Quale sarà l’obiettivo primario della sua giunta, nel caso in cui lei risultasse vincitore alle prossime elezioni?

R- La misura è colma, il calice deve tornare vuoto: Zarathustra deve scendere a valle.

D- Cosa c’entrano adesso le catene di abbigliamento spagnole?

R- Lei difetta di volontà, oltre che di potenza.

D- Si sforzi di essere meno esoterico, dunque.

R- Dirò allora che bisogna tramontare.

D- Sono solo le due di pomeriggio.

R – Il tempo non coincide con la temporalità.

D- Guardi che il cielo è serenissimo. Ci spieghi in cosa consiste questo vostro tramontare, piuttosto.

R – La città sta attraversando una crisi che non ha precedenti nella storia.

D – E dunque cosa intendete fare?

R.- Sturrubbarla definitivamente.

D- Nello specifico?

R.- Un bell’ammuttune.

D. – Lei continua a parlare per sciarade.

R- Ho un programma dettagliato e concreto, ma le direttive sono essenzialmente tre.

D- Ce le esponga.

R – Al primo posto c’è l’istruzione.

D- Ammirevole. Ma se posso permettermi, poco nichilista: la prospettiva futura vi si addice?

R- Certamente. Puntiamo a un analfabetismo di ritorno molto più diffuso, alla portata anche di quelli strati di popolazione che al momento risultano ancora eccessivamente scolarizzati.

D- E come, di grazia?

R- Promuoveremo roghi di libri. Cupe vampe. Indici di pubblicazioni proibite.

D- Nell’epoca degli e-book non le pare un anacronismo?

R- Procederemo con voluttà financo alla cancellazione degli archivi elettronici. E soprattutto non avvieremo mai alcuna digitalizzazione delle risorse.

D- Credete che basterà?

R- No, nulla potrà mai bastare al nulla.

D- Cos’altro dunque?

R-La dispersione scolastica, innanzitutto. Disincentivare le iscrizioni. Politiche per la de-alfabetizzazione del volgo.

D- Continui.

R- Promuoveremo la nascita di nuovi linguaggi gutturali, basati su emissioni sonore prive di senso: borborigmi, lallazione, piriti, rutti.

D – Un progetto ambizioso. Come intendete portarlo avanti?

R – Palline di naftalina nei cessi delle scuole per fomentare scioperi, soppressione degli autobus che collegano con i paesi della provincia per evitare che i pendolari possano frequentare con regolarità. E poi un programma di edilizia scolastica basato sugli incendi negli edifici nuovi e sul blocco eterno dei cantieri per quelli in via di rifacimento.

D- Gesti eclatanti. Sembrate puntare più alla visibilità che al risultato effettivo.

R- Giammai. Scenderemo fin nella minuteria. Depauperemo fondi, tagliaremo cattedre, forniremo pubblicazioni di enigmistica a ogni singolo collaboratore scolastico, ausiliari compresi.

D- E per andare sul macro, invece?

R- Accorperemo tutti gli istituti cittadini, elementari, medie, superiori, sotto un unico preside.

D- Come risponderete, a quel punto, a chi vi accuserà di avere creato solo una nuova poltrona da riempire?

R-  Niente di tutto questo. Il preside totale sarà nient’altro che un commissario.

D- Si spieghi meglio.

R- Ogni anno sceglieremo tra i dittatori sudamericani colui che si sarà maggiormente distinto per incapacità ed efferatezza, e lo nomineremo preside d’imperio

D- Crede che accetterà?

R- Se ne occuperanno i miei persuasori.

D- E cosa prevede il vostro secondo punto?

R- La priorità successiva è l’ambiente.

D- Questione sempre attuale. In cosa il vostro programma si differenzia dagli altri?

R- I nostri zootecnici ed entomologi stanno mettendo a punto un piano di allevamento intensivo per il punteruolo rosso.

D- Tutto qui? Un parassita? Un semplice insetto?

R – Un esercito di insetti, piuttosto. Abbiamo un potenziale distruttivo enorme e tutte le qualità per diventare i leader mondiali nella trasformazione di ogni tipo di palma in una gigantesca coppola di minchia.

D – Questo risolverebbe anche l’annoso problema dell’arredo urbano

R – Certamente, ed è correlato al terzo macro punto del programma: il turismo.

D – Anche questo è uno dei temi alla moda, presente nei programmi di tutti gli altri candidati sindaco. Il vostro è diverso?

R – Sì. Noi sappiamo esattamente come disincentivare le visite e proporre ai nostri albergatori un significativo calo delle presenze. Per ottenerlo, abbiamo in serbo un cartellone di attività culturali che garantiranno alla città la fama che merita.

D – Ci faccia un esempio.

R.- Stop alle tragedie classiche e avvio di un nuovo ciclo di spettacoli con Toti, Totino e Letterio. Il teatro greco va fruito correttamente.

D- Ma come? Lei si è occupato della tragedia classica in tanti suoi scritti.

R- Proprio per questo. L’emiciclo siracusano va trascinato verso il baratro con fermezza, senza esitazioni.

D- Sia più specifico.

R -Avanspettacolo. Nani. Ballerine. Tutto, purché improntato al pecoreccio, vera cifra del dionisiaco.

D- Avete già un soprintendente per l’INDA?

R- Salvo La Rosa.

D- È un buon inizio, ma non mi pare sufficiente per lo sprofondo che vi proponete.

R – La stagione estiva sarà animata dal primo festival interquartierale dei cantanti rionali: ogni sera un cantante neomelodico estratto a sorte tra gli interpreti di Bosco Minniti, Santa Panagia, Mazzarona, Jureca e Via Italia, salirà sul palco e latrerà lamentose litanie in napoletano.

D- Devo farle notare che non è una novità.

R- Agli spettatori saranno distribuiti gratuitamente nucidda, calacausi, semenza: ma solo a patto che si impegnino a lasciare tutte  le scocce  per terra.

D- E finalmente la città sarà in grado di richiamare il turista che le si addice?

R- Il potenziale è enorme, il limite è il cielo.

D – E la stagione invernale, da sempre tallone d’Achille dell’offerta turistica locale?

R – D’inverno la città non ha quasi bisogno di promozione turistica: spira il veleno, l’umido trase nt’all’ossa e le broncopolmoniti sono all’ordine del giorno.

D- Del resto, già all’epoca dei grand tours parecchi grandi del passato come Goethe e altri sono venuti qui a svernare o a curare la tisi e poi invece si sono ritrovati a buttare il sangue ospiti di frigidi tuguri.

R- Puntiamo esattamente a rinverdire quei fasti. Oltretutto le nostre strutture ricettive sono già quasi tutte mal riscaldate, prive di infissi che chiudano per come si deve ed esose quanto la Germania. Basterà fare conoscere i disagi affinché si ottengano i risultati voluti. Ma per essere sicuri stiamo mettendo a punto un paio di eventi di sicuro richiamo.

D- Quali?

R – La prima conferenza interpovinciale degli arrostitori di canne e sbizzero a Villa Politi. E al Park Hotel un convegno internazionale sui baracchini per friggere le zippole fuori dai panifici: un format che potremmo esportare.

D- Questo è effettivamente un bel modo di valorizzare la nostra zaurdaggine. C’è dell’altro?

R- Vorremmo anche lanciare la campagna “San Martino e Carnevale tutto l’anno”, trasformando gli stand di fritture in strutture permanenti.

D- Le casse comunali sono a secco. Dove reperirete i fondi?

R -Parecchi laboratori di analisi, specializzati nella rilevazione delle transaminasi, si sono dimostrati molto interessati a sponsorizzare l’iniziativa.

D.- Bene, le facciamo un grosso in bocca al lupo per la sua candidatura, allora.

R- Grazie, ma non lasciate questo edificio prima che io vi abbia affidato il mio monito.

D- Mai. Proceda pure.

R-  O spunnativi u culu tutti pari pari.

D- Con gaudio.

R- E ora o pedditi macari tu.

D- Prego?

R- Il caos.

D- Non ho capito.

R- Si perda. Perdiamoci tutti.

D- Ah.

R- Nel caos.

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1 thought on “L’intervista”

  1. Sublime!

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